Donnafugata

Donnafugata Ben Ryé

Alcol %

14.5

Formato

0,75 ltr

Dosaggio

197 g/l

Temperatura di servizio

10°/12° C

Annata

2018

Località

Italia - Sicilia

Vitigni

Zibibbo (100%)

Distribution

€ 50.54

Scheda tecnica Donnafugata Ben Ryé

Il Ben Ryé Donnafugata è uno dei passiti siciliani più famosi in Italia e nel mondo, divenuto un paradigma del Passito di Pantelleria. Il suo nome significa in arabo “figlia del vento”, epiteto attribuito a quest’isola del Mediterraneo, colpita da venti che soffiano sui grappoli d’uva e sulle coltivazioni portando con sé profumi intensi e molto caratteristici, gli stessi che troviamo nel vino. L’immagine che decora l’etichetta è realizzata dal designer Stefano Vitale e illustra il lavoro e la fatica dei viticoltori in questo territorio, illuminati da un’intensa luce solare, con sullo sfondo il ‘dammuso’, una tipica architettura dell’isola.

Colore

Dorato con luminosi riflessi ambrati.

Abbinamenti

Perfetto con pasticceria secca, cioccolato e crostate con marmellata o ricotta. Da provare anche con formaggi erborinati e foie gras. Straordinario da solo, come vino da meditazione.

Sapore

Al palato offre la sua proverbiale e straordinaria freschezza che bilancia la dolcezza. Al tipico gusto dello Zibibbo appassito, si aggiungono innumerevoli altre sensazioni fruttate, di erbe aromatiche e miele. La sua complessità è arricchita da note minerali e da una lunghissima persistenza.

Profumo/Olfatto

Dal bouquet molto intenso in cui spiccano le note legate all’uva passa: albicocca e scorze d’arancia candita; presenta anche delicati sentori di macchia mediterranea.

Cantina

Donnafugata
Guardando al panorama produttivo nazionale non è facile trovare altre realtà che in Italia si identificano in modo così profondo con il proprio territorio, come riesce a fare Donnafugata con la Sicilia. Una cantina, quella fondata negli anni Ottanta da Giacomo Rallo, che rappresenta il rinascimento dei vini non solo della provincia di Trapani e del marsalese, ma probabilmente di tutto il Sud Italia, grazie a una visione della propria terra tradizionale e contemporanea al tempo stesso. Partiamo allora dal nome, “Donnafugata”, letteralmente “donna in fuga”, che fa riferimento alla storia della moglie dell’Imperatore Ferdinando IV di Borbone, la regina Maria Carolina, la quale all’inizio del XIX secolo, quando a Napoli arrivarono le truppe napoleoniche, fuggì verso la Sicilia, trovando rifugio proprio dove attualmente si trovano i vigneti aziendali. Vigneti che oggi raggiungono un’estensione di 410 ettari in produzione, condotti in maniera sostenibile ed estremamente rispettosa dell’ambiente. Rispetto dell’ambiente e della natura che si ritrova anche in cantina, dove i processi lavorativi e l’uso delle tecnologie tutelano al massimo l’integrità delle uve, dei mosti e dei vini. Oggi, a oltre trent’anni di distanza dal quel lontano 1983 - anno di nascita dell’azienda - Donnafugata abbraccia tutte le grandi zone di produzione della Sicilia: dalle mitiche vigne di Pantelleria alle antiche cantine di Marsala, passando per l'Etna e per Vittoria, fino alla Tenuta di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia Occidentale. Da qui nascono vini capaci di raccontare l’incredibile universo sensoriale siciliano. Bianchi, Rossi, Rosati, Dolci e Spumanti: quelli etichettati “Donnafugata” sono vini caratterizzati da una qualità impeccabile, grazie a un processo produttivo, dalla vigna alla cantina, che viene seguito scrupolosamente in ogni minimo dettaglio. Non è un caso quindi che vini come il Passito di Pantelleria “Ben Ryé”, il “Chiarandà” o il “Mille e una notte”, ma anche l’“Anthìlia”, il “Lumera” e il “Sedàra”, abbiano letteralmente segnato i gusti di generazioni di appassionati. Vini mitici, senza tempo.

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