Moët & Chandon

Dom Pérignon Plénitude 2

Tipologia

Brut

Alcol %

12.5

Formato

0,75 ltr

Dosaggio

4,5 g/l

Temperatura di servizio

8°/10° C

Annata

2002

Località

Francia - Champagne

Vitigni

Pinot nero (48%), Chardonnay (52%)

Distribution

€ 414.80

Scheda tecnica Dom Pérignon Plénitude 2

Plénitude 2 esprime la seconda vita di Dom Pérignon, pazientemente e sapientemente elevato verso nuove vette di eccellenza e proiettato verso l’eternità.

Colore

Colore giallo paglierino intenso con riflessi verdolini

Abbinamenti

Non è necessario un determinato abbinamento. Per importanti occasioni, può essere goduto appieno anche da solo.

Sapore

Si tratta di un vino fisico. Richiama e coinvolge, in modo più tattile e vibrante che non aromatico. Come un'onda, segue un ritmo definito, fino ad infrangersi: prima si dispiega, poi avvolge, in modo generoso e strutturato, e infine si ritira in una verticalità profonda e oscura, che si protende lentamente verso un’amara e sapida sensazione iodata.

Profumo/Olfatto

Dalla morbidezza floreale del lime emerge la mineralità grigia, con sentori tostati e di cenere, così caratteristica di Dom Pérignon. Appaiono poi aromi di frutta secca, in particolare di albicocca, e in seguito il sentore fruttato e candito di lampone e fico. In seguito si rivela, per un istante e in modo inaspettato, la freschezza di verbena odorosa, pepe bianco e rosmarino, prima di addentrarsi nell'oscurità delle spezie e della radice di liquirizia.

Cantina

Moët & Chandon
Tutto inizia nel 1743, quando Claude Moët fonda una Maison a proprio nome dopo una lunga esperienza prima come vigneron e successivamente come cantiniere. Il successo è immediato, tanto che in breve tempo lo Champagne Moët diventa quello più apprezzato alla corte del Re di Francia. La crescita prosegue con il nipote Jean Remy, che acquista nuovi terreni, amplia le cantine, e costruisce una vera e propria rete commerciale. Lascerà la guida della Moët al figlio Victor e al genero Pierre Gabriel Chandon, dai quali deriva l’odierno nome della Maison. È però nel Novecento che la cantina si impone come leader di tutta la denominazione della Champagne, pianificando una crescita che porta prima all’acquisizione di Ruinart e Lanson, e poco dopo alla fusione con Hennessy, fino alla nascita del più grande polo del lusso del mondo, l’attuale LVMH. Un gruppo che è l’unico a essere presente in tutti i più importanti settori del mercato dello sfarzo: moda e pelletteria, cosmetici e profumi, orologi e gioielleria, e per l’appunto vini e alcolici. E allora ritorniamo alla Maison Moët & Chandon, dove, sulla scia del pionieristico spirito del fondatore, di generazione in generazione si tramandano savoir-faire e know-how, per un brand che oggi, con poco meno di 1200 ettari vitati - classificati per il 50% Grand Cru e per il 25% Premier Cru - possiede la più estesa area viticola dell’intera regione della Champagne. Poi le cantine, che si dipanano per oltre 28 chilometri, costituendo una sorta di vero e proprio labirinto sotterraneo, dove gli Champagne Moët & Chandon prendono vita grazie alle ottimali condizioni di temperatura e umidità. Ecco quindi che dalla Brut “Cuvée Impérial”, assemblaggio emblematico del marchio ed espressione più profonda della Maison, si arriva all’ultimo nato in casa Moët & Chandon, il “Moët Ice Impérial”, primo Champagne pensato per essere degustato con ghiaccio. Una lunga tradizione, insomma, fatta di conquiste, primati e innovazioni, che hanno reso Moët & Chandon sinonimo stesso di Champagne, e che hanno fatto della Maison un simbolo di storia, gusto e piacere contemporaneo, in un inimitabile equilibrio in piedi da oltre 270 anni.