Livio Felluga

Livio Felluga Friulano

Alcol %

13

Formato

0,75 ltr

Temperatura di servizio

8°/10° C

Annata

2020

Località

Italia - Friuli Venezia Giulia

Vitigni

Friulano (100%)

Distribution

€ 17.20

Scheda tecnica Livio Felluga Friulano

Il bianco Friulano nasce in una delle cantine più famose della regione. Livio Felluga ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione della viticoltura friulana, con l’intento di produrre grandi bianchi, intensi, ricchi e longevi.  Le uve di Friulano provengono da vigne coltivate nella splendida zona dei Colli Orientali, verso il confine sloveno, su terreni costituti da marne e arenarie d’antica origine oecenica, conosciuti in Friuli con il nome di ponca. La vendemmia manuale si svolge generalmente nella seconda metà di settembre. I grappoli sono diraspati e le uve fatte macerare a freddo per un breve periodo, prima di procedere alla pressatura soffice. Il mosto fermenta in tini d’acciaio inox a temperatura controllata. Il vino matura per sei mesi in vasche d’acciaio sulle fecce fini, in modo da acquisire corpo e una maggiore complessità aromatica.

Colore

Giallo paglierino con sfumature verdi

Abbinamenti

Perfetto per aperitivi, affettati e salumi, pesce e formaggi freschi.

Sapore

Morbido e fine, di delicata freschezza, medio corpo, persistenza ammandorlata.

Profumo/Olfatto

Agrumi, mandorle, albicocche e pesche, note di bergamotto e fiori freschi

Cantina

Livio Felluga
Nome unico nel panorama produttivo italiano, nonché simbolo stesso di una regione e dei suoi vini, è facile intuire quanto la storia di Livio Felluga si intrecci con quella di tutto un territorio. Una storia, questa, che ha come protagonista una famiglia sopravvissuta a due guerre mondiali, la quale ha assistito al cambiamento dei confini intorno a sé, per poi decidere di stabilirsi sui dolci contrafforti delle colline del Friuli. È qui che, non lontano da Cormòns in provincia di Gorizia, Livio Felluga dovette intraprendere una nuova battaglia per far risorgere la collina, convinto che solo la rinascita della coltivazione di qualità poteva riportare la vita nella campagna friulana. Con grande coraggio cominciò a risistemare i vecchi vigneti e a impiantarne di nuovi, introducendo idee e metodi innovativi. Un lavoro duro, fatto di caparbietà e passione, che lo porteranno nel corso degli anni a creare una delle più belle e significative realtà aziendali della Penisola, acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di rifondatore della tradizione vitivinicola friulana. Attualmente l’azienda può contare su una vasta superficie vitata, che dalla denominazione del Collio fino ad arrivare a quella dei Colli Orientali del Friuli, copre circa 155 ettari. In vigna, le varietà che si incontrano sono sia autoctone che internazionali, per cui abbiamo il friulano e il pinot bianco, lo chardonnay e la ribolla gialla, il sauvignon blanc e il pinot grigio, il picolit e il refosco, il pignolo e il merlot. Uve che sono trasformate in quelli che vengono ormai chiamati come i “vini della carta geografica”, da sempre riprodotta in etichetta e raffigurante una vecchia mappa dei poderi aziendali. E allora ecco prendere vita il “Vertigo”, il “Nuaré” e lo “Sharis”, poi via via tutti gli altri, fino ad arrivare al “Terre Alte”: vini figli di una cantina che ancora oggi brilla per la qualità e per il carattere territoriale che riesce a esprimere, vera e propria ambasciatrice dei migliori bianchi friulani - e quindi italiani - in tutto il mondo.