Donnafugata

Donnafugata Etna Bianco Sul Vulcano

Alcol %

12.5

Formato

0,75 ltr

Temperatura di servizio

10°/12° C

Annata

2019

Località

Italia - Sicilia

Vitigni

Carricante (100%)

Distribution

€ 20.98

Scheda tecnica Donnafugata Etna Bianco Sul Vulcano

La bella etichetta di “Sul Vulcano” Donnafugata già descrive in uno sguardo il bianco che contiene: una donna dai capelli vulcanici che sgorgano dal cratere dell’Etna con lo sfondo del cielo e del mare blu siciliano. Dolcezza e forza, mare e roccia: due connubi che caratterizzano fortemente tutta la produzione di Donnafugata in Sicilia, ma ancora di più quando si tratta dei vigneti sul versante dell’Etna, che si estendono per 18 ettari. Bottiglie che sono ormai quasi un’icona, non solo per la loro unicità artistica dai colori pastello brillanti e solari, ma anche per la loro qualità indiscussa. Donnafugata Etna Bianco “Sul Vulcano” è un Carricante in purezza. Le vigne si trovano sul versante Nord dell’Etna, tra Randazzo e Passopisciaro, intorno ai 750 metri sul livello del mare, dove il terreno lavico è ricco di minerali e le forti escursioni termiche favoriscono delle uve di alta qualità. Durante la vendemmia manuale si attua un’approfondita selezione delle uve già in vigna, poi riposte in cassette. La fermentazione avviene in acciaio a una temperatura controllata tra i 14°C e i 16°C, mentre l’affinamento si svolge in parte in acciaio e in parte di barrique di rovere francese. In bottiglia passa almeno 9 mesi prima della commercializzazione.

Colore

Colore giallo paglierino con riflessi dorati.

Abbinamenti

Perfetto con crostacei, primi piatti vegetariani e funghi porcini.

Sapore

Al palato è avvolgente, fresco e sapido, con una spiccata mineralità e persistenza; un vino bianco che manifesta gran de finezza e complessità.

Profumo/Olfatto

Presenta un elegante bouquet di frutta (mela golden) con delicati sentori agrumati e di erbe mediterranee (ginestra), seguite da sfumature minerali di pietra focaia.

Cantina

Donnafugata
Guardando al panorama produttivo nazionale non è facile trovare altre realtà che in Italia si identificano in modo così profondo con il proprio territorio, come riesce a fare Donnafugata con la Sicilia. Una cantina, quella fondata negli anni Ottanta da Giacomo Rallo, che rappresenta il rinascimento dei vini non solo della provincia di Trapani e del marsalese, ma probabilmente di tutto il Sud Italia, grazie a una visione della propria terra tradizionale e contemporanea al tempo stesso. Partiamo allora dal nome, “Donnafugata”, letteralmente “donna in fuga”, che fa riferimento alla storia della moglie dell’Imperatore Ferdinando IV di Borbone, la regina Maria Carolina, la quale all’inizio del XIX secolo, quando a Napoli arrivarono le truppe napoleoniche, fuggì verso la Sicilia, trovando rifugio proprio dove attualmente si trovano i vigneti aziendali. Vigneti che oggi raggiungono un’estensione di 410 ettari in produzione, condotti in maniera sostenibile ed estremamente rispettosa dell’ambiente. Rispetto dell’ambiente e della natura che si ritrova anche in cantina, dove i processi lavorativi e l’uso delle tecnologie tutelano al massimo l’integrità delle uve, dei mosti e dei vini. Oggi, a oltre trent’anni di distanza dal quel lontano 1983 - anno di nascita dell’azienda - Donnafugata abbraccia tutte le grandi zone di produzione della Sicilia: dalle mitiche vigne di Pantelleria alle antiche cantine di Marsala, passando per l'Etna e per Vittoria, fino alla Tenuta di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia Occidentale. Da qui nascono vini capaci di raccontare l’incredibile universo sensoriale siciliano. Bianchi, Rossi, Rosati, Dolci e Spumanti: quelli etichettati “Donnafugata” sono vini caratterizzati da una qualità impeccabile, grazie a un processo produttivo, dalla vigna alla cantina, che viene seguito scrupolosamente in ogni minimo dettaglio. Non è un caso quindi che vini come il Passito di Pantelleria “Ben Ryé”, il “Chiarandà” o il “Mille e una notte”, ma anche l’“Anthìlia”, il “Lumera” e il “Sedàra”, abbiano letteralmente segnato i gusti di generazioni di appassionati. Vini mitici, senza tempo.